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"Eurobond per la crescita, non solo contro il debito"

le 22 Décembre 2010 à 12:20
Tribune par Jacques Delors
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Interview de Jacques Delors en hommage à Tommaso Padoa-Schioppa paru dans Il Corriere della Sera du 21 décembre 2010. Uniquement en italien.


L'intervista «Utilizzando i prestiti per i progetti si otterrebbe anche il sì di Berlino» «Eurobond per la crescita non solo contro il debito» Delors: Tommaso? Fu lui a ottenere una data certa per l'avvio dell'euro Devono rilanciare l'Europa, fmanziando le grandi infrastrutture DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI — Con la morte di Tommaso Padoa-Schioppa, Jacques Delors perde un amico di trent'anni. «Sono sconvolto, Tommaso è un fratello di militanza europea, uno dei miei consiglieri principali quando ero presidente della Commissione (198.5-1994, ndr)».


Qual è l'eredità di Tommaso Padoa-Schioppa per il futuro dell'Europa? «La ricerca della comprensione, della solidarietà tra le nazioni. E la visione a lungo termine della costruzione europea Lo ha scritto nel suo libro "La veduta corta": senza un atteggiamento di largo respiro non si arriva ad alcuna soluzione. A parere di Tommaso, e sono d'accordo con lui, l'Europa deve ritrovare il coraggio di dotarsi di istituzioni vicine ai cittadini, che abbiano il potere di decidere in modo tempestivo». Nell'ultimo vertice europeo i 27 hanno approvato il fondo «salva-Stati», e si è parlato ancora degli «eurobond» proposti dal lussemburghese Junker e dall'italiano Tremonti. È la direzione giusta? «Siamo ancora alla politica del giorno per giorno, a meccanismi di salvataggio degli Stati colpiti di volta in volta dalla crisi; manca il livello più alto, quello della costruzione istituzionale. Quanto agli eurobond fui il primo,.con il "libro bianco" del 1993, a proporre dei "prestiti di Stato" europei annuali, per finanziare la crescita, l'impiego e la competitività- Ma questo è il Tommaso Padoa-Schioppa era tutt'altro che un tecnocrate punto: gli eurobond non possono essere solo un modo per colmare i disavanzi fatti in passato. Tommaso su questo la pensava come me, basta leggere la sua ultima intervista sul sito Notre-Europe.eu. Le obbligazioni europee devono essere uno strumento per rilanciare l'Europa, finanziando le grandi infrastrutture, la ricerca, la creazione di posti di lavoro. In questa versione rivolta al futuro potrebbero raccogliere l'adesione anche dei Paesi come la Germania, più attenti al rigore di bilancio». Come ricorda la sua collaborazione con Padoa-Schioppa? «Avevamo conversazioni costanti. Lo proposi come una delle tre personalità da affiancare ai governatori delle Banche centrali per il "Comité Delors" creato nel Consiglio europeo del 1988.11 rapporto del comitato venne adottato nell'aprile del 1989 e lui ne fu il maggiore ispiratore. Un passo decisivo per la creazione dell'euro». Padoa-Schioppa è giudicato uno dei padri della moneta unica. -«Certamente. A Maastricht riuscì a ottenere che venisse fissata una data certa per l'entrata in vigore dell'euro». In seguito? «Come membro del primo consiglio di amministrazione della Banca centrale europea, Tommaso Padoa-Schioppa ha richiamato l'attenzione sulle responsabilità di una Banca centrale moderna- A preoccuparlo era non solo l'inflazione ma in generale l'instabilità finanziaria, metteva in guardia sui pericoli dell'indebitamen-to pubblico ma anche di quello privato. E sempre stato all'avanguardia in queste riflessioni, cercando di definire in modo un po' più largo le finalità della Bce. Che non ha solo il compito di tenere l'inflazione al 2 per cento, ma vegliare sulla stabilità finanziaria diventata un elemento cruciale: lo abbiamo visto con la globalizzarione e con la crisi che abbiamo appena vissuto». Padoa-Schioppa era presidente di «Notre Europe», il think tank da lei fondato nel 1996. «Dopo essere stato ministro in Italia, capace di presentare un'ottima Finanziaria e di combattere l'evasione fiscale, abbiamo subito pensato a lui quando Pascal Lamy ha lasciato Notre Europe per diventare direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio. A capo della nostra squadra di giovani ricercatori, tra i 25 e i 4o anni, faceva un lavoro eccezionale. Sapeva comprendere gli altri, non aveva questa sorta di distanza che spesso caratterizza le persone importanti. Un uomo di grande classe e semplicità». Sugli artefici della moneta unica è pesata lunga la critica di essere tecnocrati. «Tommaso Padoa-Schioppa era tutt'altro che un tecnocrate. Era padrone di una cultura storica e politica considerevole, ho molto imparato standogli vicino. Era capace di pronunciare straordinari discorsi sulla riforma dei sistemi monetari internazionali e di citare Tocqueville. Tommaso era come tutti noi un militante attivo della causa europea, si ispirava ad Altiero Spinelli, al sua patrimonio di lotte per un'Europa dotata di buone istituzioni, che corrispondessero alle aspirazioni dei popoli. L'opposto di un tecnocrate. Un uomo indipendente, un po' alla Mario Monti. Tommaso è stato un grande europeo».

Stefano Montefiori
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